21 Giugno 2023

Lesachtal: alla scoperta della valle più “slow” del mondo

In Carinzia tra pittoreschi panorami e golose leccornie

Qui si arriva senza autostrada austriaca, senza vignetta e scavallando le Alpi Carniche da Forni Avoltri. Due ore e quaranta minuti di strada partendo da Trieste vi separano da un posticino senza eguali, apprezzato da tedeschi, austriaci e italiani!

Siamo nella valle del Lesachtal (in sloveno Lesna dolina): un comune austriaco di 1.363 abitanti nel distretto di Hermagor, in Carinzia, il cui territorio corrisponde a quello dell'omonima valle, per due terzi carinziana e per un terzo tirolese.

Peculiarità di questo posto non sono solo i piccoli, minuscoli paesini con pittoresche chiesette dal tetto a punta immersi nel verde dei prati e l’architettura delle case tipicamente tirolese, ma anche la grandissima quantità di presidi Slow Food che potrete trovare. Il Lesachtal non è infatti solo una regione piena di tradizioni ancora vergini, ma anche di piaceri della tavola. Benvenuti nella prima regione Slow Food Travel del mondo!

Croccante pane del Lesachtal oppure gustosi Schlipfkrapfen? Se capitate da queste parti avrete la possibilità di partecipare a ben 7 workshop tema culinario, come quello per impastare un ottimo pane con le farine presidio Slow Food della zona…ed è subito mani in pasta.

Abbandonate il pensiero Austria uguale “patate e wiener schnitzel” perché la valle vi offrirà un ventaglio di prelibatezze da capogiro.

Per il mio pranzo mi fermo da Wanderniki Alpen Hotel. Ci troviamo immersi nella natura, lontani dalla confusione e calati nella genuinità di questo grazioso albergo di famiglia che dagli anni Sessanta ha fatto dell’ospitalità il suo fiore all’occhiello. La struttura offre una piccola Spa, una ventina di camere, un ristorante con vista e terrazza panoramica che propone una cucina tradizionale ma Slow Food.

Eh sì, anche qui la parola d’ordine è slow! Una deliziosa zuppa di asparagi si accompagna ad un raviolo che sembra essere carinziano, ma al suo interno non racchiude la ricotta bensì le patate (come da manuale in Tirolo).

Sì, siamo ad alta quota ma non può mancare il pesce (tassativamente di acqua dolce): la trota salmerino su una crema d’aglio è davvero squisita, leggera e saporita, perfetta per saziare appetito e palato rimanendo leggeri.

Qui oltre il monte si scorge il Peralba e la via Carnica è proprio dietro l’angolo: un luogo ideale per camminate, passeggiate e pellegrinaggi come quello a Maria Luggau che porta da Sappada a questo Monastero.

I confini sono nella nostra mente non sul suolo. Cito l’ultimo spettacolo teatrale visto al Museo Sartorio di Trieste (chi mi segue nei social sa di cosa parlo). Ed è proprio vero, qui si mescolano tradizioni ed origini. In questa valle sono state rinvenute testimonianze risalenti all'anno 600 d.C. che mostrano la presenza in passato di popolazioni di origine slava. Successivamente la Lesachtal è stata una delle prime valli della Carinzia ad essere abitata da popolazioni di ceppo germanico.

Ma attenzione, Lesachtal è benessere non solo per palato, vista e mente ma anche per il nostro corpo. Molte strutture offrono infatti centri benessere raffinatissimi! Io ho avuto il piacere di soggiornare presso l’Alm Wellness Tuffbad.

Per raggiungere questo resort bisogna percorrere una stradina che costeggia un fiume in una gola.

Mi attende una suite chalet che colpisce per l’organizzazione degli spazi in “soli” 70 metri quadrati! Vetrate luminose accolgono un salotto con cucina, uno spazio privato wellness con sauna, bagno turco, vasca da bagno rigorosamente con terrazza e mega schermo.

La struttura può ospitare fino a cento persone e vi garantisco che è davvero impossibile incrociarsi nelle zone comuni, perché sono molto grandi e molteplici.

Un accento va sicuramente sulla zona wellness, credo la più bella in assoluto mai vista prima. Undici saune, di cui una panoramica con programma di Aufguss, bagno turco con scrub sempre a disposizione dell’ospite, idromassaggio, sky pool e ancora zone relax con lettini ad acqua, camomilla, ventilazioni al fieno e un susseguirsi di spazi riservati e super rilassanti.

Il tempo qui scorre lento e calmo, tant’è che ci vuole davvero poco per restare ipnotizzati dalla gocciolina dell’alambicco che cade sulle essenze naturali in un loop pressoché infinito.

E i trattamenti proposti hanno lo stesso sound della zona wellness. Io mi sono lasciata trasportare da un massaggio di novanta minuti tra campane tibetane vibranti sul corpo e oli di legni del bosco. Appena terminato l’unica cosa che sono riuscita a fare è stata raggiungere la zona relax dove mi attendeva Morfeo. E tanti saluti, direi.

La cena, beh, che dire! Un’esperienza sensoriale che abbraccia tutte le piccole aziende nel raggio di cinquanta chilometri dal resort. Formaggi, pane e speck tutti presidi Slow Food, e una carta dei vini rigorosamente austriaca. Pochi rossi e molti bianchi, naturali o biodinamici, più una infinità di cantine da conoscere e scoprire nel calice.

Dopo cena sono quasi d’obbligo un gin prodotto dalla casa o un cocktail da sorseggiare ammirando le stelle.

Se cercate un angolo di pace ma in grande stile, questo è il posto che fa per voi. Garantito.

Grazie all’Ente del Turismo della Carinzia per avermi accompagnata mano nella mano alla scoperta di cotanta bellezza.

 

Alla prossima avventura!

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